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esempio di marchio aziendale

Come creare un marchio aziendale: 5 regole

Vuoi creare un marchio aziendale professionale? Oppure hai già un marchio e stai pensando a un’azione di rebranding che implica un cambiamento importante? In questo articolo troverai moltissimi suggerimenti utili per creare un marchio efficace per il tuo business.

Facciamo chiarezza: logo e marchio sono la stessa cosa?

Brand, logo e marchio sono utilizzati spesso come sinonimi ma non sono esattamente la stessa cosa. Il “logo” o “logotipo” non è altro che la rappresentazione grafica di un nome, la parte leggibile di un marchio. Il logo può essere accompagnato da un pittogramma, ovvero da una parte simbolica.

Il “marchio”, invece, è un qualunque segno suscettibile di essere rappresentato graficamente. Per intenderci, un marchio può essere costituito semplicemente da un logo (marchio denominativo) o da un pittogramma (marchio figurativo), o da una combinazione di entrambi (marchio misto o composto).

Questo ha il compito di identificare un prodotto, un servizio o un brand rendendolo immediatamente riconoscibile agli occhi del consumatore. Il marchio, dunque, è un elemento rappresentativo che contribuisce a creare l’identità aziendale attraverso l’uso di colori, simboli e caratteri.

Il “brand” è invece un concetto ancora più astratto che non fa riferimento unicamente al simbolo che identifica l’azienda ma all’insieme di valori, sensazioni ed emozioni ad esso correlato.

Creare un marchio da zero non è semplice e richiede l’integrazione di specifiche competenze che abbracciano il marketing, la comunicazione e la grafica.

Se vuoi approfondire leggi l’articolo sulla differenza tra logo e marchio.

Linee guida per realizzare un marchio aziendale efficace

Avere un marchio ben fatto è il primo passo per raggiungere i tuoi obiettivi di marketing. Quali principi deve seguire un marchio per imporsi in maniera efficace? Vediamoli insieme.

1. Semplicità e chiarezza

Innanzitutto un marchio deve essere facile da leggere, scrivere e memorizzare.

L’artista Munari diceva che complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere colori, forme, segni. Per semplificare bisogna togliere e togliere vuol dire riconoscere l’essenza delle cose e comunicarle nella loro essenzialità.

Questa definizione spiega con chiarezza quello che accade quando ci si trova a costruire da zero o a ripensare il proprio marchio aziendale. La tendenza è di dire tante cose, troppe, con il rischio di confondere le idee.

Quello che si dovrebbe fare è invece puntare all’essenziale. Non sai da dove cominciare? Per prima cosa definisci il mood, lo stile del tuo marchio (moderno, elegante, vintage, divertente, ecc.) in funzione della tua tipologia di business e filosofia aziendale.

Non pensare ancora a come sarà: la creatività è l’ultima fase di un processo di studio e di analisi che implica la valutazione di più fattori.

2. Veicolare un messaggio

Il secondo passo è capire che cosa deve comunicare il marchio. Proprio perché il marchio deve essere memorizzato e riconosciuto facilmente, non deve racchiudere troppi concetti.

Concentrati su un unico messaggio in grado di esprimere un valore, un ideale o più in generale la mission aziendale e cerca di rappresentarlo al meglio. Pensaci! Cosa fa la tua azienda? Quali obiettivi ha? Qual è il tuo target di riferimento? Quali sono i valori fondanti della tua attività? Come vuoi che gli altri ti vedano? Cosa vuoi trasmettere con il tuo marchio?

Metti tutti questi concetti nero su bianco e procedi per parole-chiave, evidenziando quelle più rappresentative per il tuo business. Questo lavoro ti sarà utile per individuare i concetti che potresti associare al tuo marchio.

Se invece stai pensando di modificare il tuo marchio attuale, rifletti sul cambiamento in corso. Com’è cambiato il tuo posizionamento negli anni? Qual è l’immagine che oggi vuoi associare al tuo brand?

3. Uso efficace del colore

Attraverso il colore il marchio è in grado di suscitare sentimenti ed emozioni. Le relazioni che le persone hanno con i colori è strettamente legata al modo in cui li hanno percepiti nel corso della vita.

Certi colori trasmettono particolari sensazioni perché il cervello, automaticamente, le associa grazie all’esperienza pregressa. Senza addentrarci nella psicologia del colore, possiamo affermare che ogni colore ha un suo significato e che ogni settore di business è caratterizzato da un particolare range cromatico.

Per esempio, nel settore finanziario è impiegato di sovente il blu per trasmettere affidabilità e competenza; nel settore sanitario il verde suggerisce tranquillità e rilassatezza; nel settore dell’energia i toni caldi del giallo e dell’arancione comunicano potenza.

Con ciò non vogliamo dirti che devi necessariamente adeguarti agli standard di settore, ma che per distinguerti devi conoscere il mercato di riferimento. Dunque, la scelta del colore non è un elemento accessorio ma una decisione strategica importante.

Un marchio deve rispecchiare precisi canoni estetici per comunicare in modo efficace e univoca l’anima dell’azienda.

4. Elevata riproducibilità

Quando crei il tuo marchio devi pensare a tutte le possibili declinazioni per verificare che sia utilizzabile. Il tuo marchio è versatile oppure no?

Un marchio con troppi dettagli o con colori particolari (dorati, argentati, sfumati) potrebbe non essere riproducibile su determinati supporti o perdere di efficacia. Si tratta di elementi importanti da valutare in fase progettuale, quando si prendono in considerazione le varie proposte.

Pensaci: una soluzione “bella” e di “forte impatto” potrebbe non essere la migliore per il tuo business! Per accertarti che il tuo marchio funzioni, pensa alle possibili declinazioni: su cartellino, insegna, vetrina, biglietto da visita, affissione pubblicitaria, icona sul web, stampa su gadget di diverso materiale (carta, plastica, vetro, legno, ecc.).

Fatti consigliare da un grafico professionista in questa delicata fase per non commettere errori. Una volta che diffonderai il tuo marchio e avrai creato una determinata percezione intorno al tuo brand, sarà difficile intervenire con aggiustamenti successivi senza conseguenze.

Anche le più piccole operazioni di restyling necessitano di essere opportunamente gestite e guidate nel tempo.

5. Misurare l’efficacia

Un ultimo suggerimento che può sembrare banale ma non lo è: non fermati al primo marchio, ma valuta più alternative. Anche quando una soluzione ti piace più della altre, sforzati nell’individuare per ciascuna di essa punti di forza e di debolezza.

Rispondere ad alcune semplici domande può aiutarti nella scelta. Il marchio che ho scelto rispecchia la mia identità aziendale? Quali valori trasmette? È immediatamente riconoscibile o richiama in qualche modo un altro marchio? È abbastanza versatile da essere riprodotto su qualunque supporto? Trasmette professionalità?

Un ultimo passaggio, d’obbligo prima di utilizzare il nuovo marchio nelle comunicazioni ufficiali, è effettuare uno studio su un campione rappresentativo di pubblico. Per assicurarti che il tuo marchio trasmetta esattamente l’impressione che vuoi dare, hai bisogno di affidarti a un occhio esterno, il cui giudizio non è condizionato.

Se anche il pubblico riconoscerà l’insieme di valori che volevi associare al marchio, avrai la certezza di aver fatto la scelta giusta.

Come abbiamo visto, la creazione di un marchio aziendale richiede specifiche competenze. Questo è il motivo principale per il quale è meglio affidarsi a un team di professionisti.

Oggi esistono moltissime soluzioni online (Logotype Creator, LogoGarden, GIMP, ecc.), alcune delle quali reperibili gratuitamente, che consentono in pochi minuti di creare un marchio aziendale, anche per chi non ha particolari competenze.

La domanda sorge spontanea: possono questi marchi, realizzati in maniera così “rudimentale”, aiutare l’azienda a vendere meglio sé stessa e i suoi prodotti?

Avrai sicuramente capito a questo punto che il marchio aziendale, per essere efficace, deve essere realizzato su misura, proprio come un abito sartoriale. Saresti capace di confezionarti un abito da solo? Ora che hai tutti gli elementi per creare il tuo marchio aziendale, non ti resta che cominciare, scegliendo la squadra con cui lavorare.

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